Come fare uno shooting fotografico

21 Giugno 2024

Come si fa uno shooting fotografico di branding? Come lo si prepara? Quali sono le fasi in cui si sviluppa? A cosa occorre fare attenzione perché si possa trarre il massimo e, soprattutto, perché si riveli, oltre che un buon investimento, una bella esperienza? Te lo racconto in questo articolo.  |

Come fare uno shooting fotografico: il dietro le quinte

La diffusione del concetto di personal branding ha fatto sì che sempre più imprenditrici e imprenditori diventassero consapevoli dell’importanza di vedere la propria attività come un vero e proprio brand.
Come suggerisce il nome, il personal branding crea un ponte di identità fra il tipo di business e la persona che lo ha creato e lo gestisce. E, di pari passo, dovrebbe andare la comunicazione del brand, che deve contribuire a diffonderlo e promuoverlo in modo coerente al suo immaginario. Ed è proprio nella parte visiva della comunicazione che la fotografia è in grado di fare la differenza.
In questo articolo vediamo quindi come come fare un servizio fotografico di branding.

Shooting fotografico per brand, aziende, persone

I servizi fotografici che hanno per protagonista, rispettivamente, un brand o un’azienda o una persona hanno alcuni punti di sovrapposizione ma rispondono a bisogni diversi.

  • Uno shooting personale è destinato a coloro desiderano dei ritratti per motivi, appunto, personali, slegati quindi dalle esigenze di comunicazione di un’attività (anche nel caso in cui si scelga di diffondere sui proprio canali le immagini prodotte).
  • Uno shooting aziendale condivide con uno di branding la presenza di un’attività da promuovere. Anche l’azienda è un brand ma quest’ultimo, anziché coincidere con una singola persona, nel caso di un’impresa corrisponde a un’entità composta da più persone.
  • Uno shooting di branding è un servizio fotografico per piccole attività la cui identità si sovrappone con quella della persona che l’ha fondata e la possiede. L’impronta personale è quindi molto forte ed è anche la risorsa principale su cui si basa il business. Scopriamo, dunque, come me ne occupo attraverso il mio servizio Cartoline.

Come si fa uno shooting fotografico di branding

Un servizio fotografico di branding si articola in tre diverse fasi:

  1. Progettazione
  2. Shooting
  3. Selezione e post-produzione

Una buona progettazione è fondamentale: questa fase costituisce infatti una solida base e permette una serie di vantaggi lungo tutto lo svolgimento del servizio.

Una volta che questa prima fase è conclusa, si passa allo shooting vero e proprio, che va fissato con un occhio agli orari e al meteo, in base alle esigenze emerse in precedenza.

Infine, le immagini prodotte dovranno essere selezionate e post-prodotte: in un primo step per sviluppare il negativo digitale, poi per apportare quelle lavorazioni che daranno il tocco finale, in continuità con quanto deciso nella fase di progettazione.

Vediamo più a fondo questi tre momenti.

1) La progettazione: creare una base solida

Nel caso del mio servizio Cartoline, la fase di progettazione è condivisa fra me e la persona proprietaria del brand: nessuno più di lui o lei conosce la sua attività, le sue fondamenta, i valori, gli obiettivi, il target e gli elementi che lo rendono unico. Guidare la persona lungo questa esperienza, coniugare il risultato in fotografie che trasmettano il messaggio desiderato e ottimizzarlo per i media che si utilizzeranno, è invece compito mio. Gli strumenti utilizzati sono un questionario creato ad hoc e uno più incontri online di brainstorming.

La fase di preparazione richiede attenzione ed è meglio cominciarla almeno un mese – un mese e mezzo prima della data dello shooting. Questo impegno permette di raggiungere diversi vantaggi, che per il mio modo di lavorare sono irrinunciabili. Per iniziare, nel corso di questo processo, la persona si trova a dover fare scelte e riflessioni che diventano un patrimonio di consapevolezza per il brand. Inoltre, il risultato non saranno solo delle belle foto ma scatti più efficaci ai fini comunicativi, grazie alla cura rispetto al contenuto, al messaggio e al mezzo a cui sono destinati.

Una raccomandazione che faccio sempre alle e ai miei clienti, è di programmare un tempo di relax sia prima, sia dopo lo shooting: arrivare rilassate o rilassati fa la differenza, non solo perché porta armonia sul set ma anche per apparire al meglio negli scatti. Fare un servizio fotografico richiede energia e risorse anche a chi sta davanti all’obiettivo e la fase di preparazione permette di trovare quegli spazi di riposo, una volta che tutto è stato organizzato bene e per tempo.

Con una buona preparazione anche la gestione di eventuali imprevisti sarà più semplice e sul set ci sarà inoltre margine per l’ispirazione del momento o per tentare qualche esperimento creativo.

2) Lo shooting vero e proprio: gli scatti

Nella fase di scatto si concretizzano tutte le scelte fatte in precedenza: obiettivi, contenuto, trucco e parrucco, abiti e così via. La mia filosofia è di seguire il proprio sentire, coniugando le scelte di set col tipo di messaggio e di valori che si desidera trasmettere: se guardare in macchina mette a disagio, se il make up è qualcosa che non appartiene alla persona, se l’abito elegante non lo si vede adatto al proprio contesto, perché forzare le cose? Non c’è un unico modo giusto di fare comunicazione visiva ma di sicuro c’è un modo che si sente proprio, senza rinunciare all’efficacia e alla coerenza col quadro emerso dalla preparazione.

Tutto questo fa sì che il tempo dedicato allo scatto sia più di un tempo lavorativo, per me e per chi si affida a me, trasformandolo in una bella esperienza. Un altro punto che ritengo fondamentale per la buona riuscita di uno shooting di branding.

3) Selezione e post-produzione dello shooting

Le fasi conclusive sono quelle di selezione e di post-produzione delle immagini. Fare una buona selezione è compito del professionista un po’ perché credo più nella qualità che nella quantità di scatti consegnati, un po’ perché ci sono dei pregiudizi cognitivi e di percezione che possono influenzarci al momento di scegliere le fotografie che ci ritraggono.

Le fotografie scelte passano poi due processi di lavorazione: lo sviluppo del negativo digitale e la post-produzione, nella quale si fanno lavorazioni di base e ritocchi sul colore degli scatti. Queste ultime fasi sono influenzate da quanto emerso dalla parte di preparazione.

Le fotografie vengono infine esportate, il negativo digitale viene cioè “fuso” con le successive lavorazioni per formare un file in formato jpg, un formato praticamente universale e molto versatile. È importante che questi jpg siano ottimizzati in base alla loro destinazione d’uso, vale a dire che abbiano la risoluzione, il profilo colore e il peso giusto per il mezzo con cui verrano diffusi.

Fare un servizio fotografico di branding: perché è importante

Quindi, quali sono i motivi per cui uno shooting fotografico di branding è un’esperienza importante per chi possiede una piccola attività o lavora in libera professione?
Un servizio fotografico come le Cartoline è un’esperienza che conduce a:

  • Maggiore consapevolezza dell’immaginario e dei valori del proprio brand.
  • Conoscenza dei processi decisionali che permettono di comunicare visivamente il brand in modo efficace e coerente.
  • Produzione di immagini che, oltre che ben realizzate, siano ottimizzate per il messaggio, i destinatari e il mezzo con cui verranno diffuse, il che permette di ottimizzare anche l’investimento fatto.
  • Originalità rispetto allo standard o all’immaginario più diffuso nel proprio settore: questo aiuta non solo a rendere lo shooting una bella esperienza ma anche a rafforzare l’unicità del brand.Ho progettato i miei shooting di branding Cartoline per offrirti questa esperienza di consapevolezza, conoscenza, originalità ed efficacia. Ti va di scoprirle?

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