Scegliere il fotografo giusto per la tua attività

13 Giugno 2022

Sette indicazioni per scegliere il o la professionista per il tuo shooting di branding. E per organizzare al meglio gli scatti insieme a lui o a lei.

Che tu sia una grande azienda, una libera professionista o un artigiano, ci sono alcuni punti, legati fra loro, che occorre considerare al momento di scegliere il o la fotografa adatta alla tua attività e all’esigenza specifica di comunicazione visiva per il quale la stai cercando.

1 – Definisci lo scopo delle immagini da realizzare e il relativo progetto.

É possibile che la tua esigenza sia di avere delle foto di personal branding per illustrare il tuo sito. Oppure documentare un evento a cui partecipa la tua azienda. O che tu stia organizzando il lancio di un nuovo servizio. E mille altre cose ancora.

Qualsiasi sia il motivo per cui stai cercando un fotografo o una fotografa, definiscilo nel modo più completo possibile. Questo aiuterà il o la professionista a farti dei preventivi più precisi ed eventualmente a darti delle informazioni aggiuntive che ti aiuteranno nella scelta.

Invento un esempio: sei un’artigiana che desidera andare online con il suo sito web. E hai già una web designer che ti segue e che imposterà il sito solo successivamente alla consegna dei contenuti, di un’identità visiva e dei testi delle varie pagine. La web designer ti ha anche detto che servono almeno un paio di fotografie per ogni pagina. Inoltre, stai pensando che, se rientrano nel budget, potresti farti fare anche delle immagini di dietro le quinte per i social, per i quali – pur non avendo ancora definito un calendario editoriale – hai già un’idea dei temi che vorresti trattare.

Le tue creazioni sono gioielli di vetro trasparente, molto fragili e con dei riflessi particolari e, già che ci sei, vorresti anche delle immagini professionali di questi prodotti prodotti. Ma solo di alcuni: visto che i tuoi modelli sono pezzi unici, avrai anche bisogno di imparare a scattare le foto da sola.

Ecco, tutte queste informazioni, anche più approfondite se desideri, andrebbero comunicate al professionista e, nel metterle nero su bianco, ti accorgerai che farlo torna utile anche a te per definire le tue necessità.

 

2 – Definisci se ti serve un fotografo esecutore oppure se c’è bisogno di creatività per il tuo progetto.

Quando il fotografo segue le indicazioni di un art director, di un cliente o di un’agenzia, significa che sono state fornite delle linee guida molto chiare, precise e complete sul contenuto e sul tipo di fotografia da scattare. Queste informazioni si possono completare con dei disegni (layout) o degli esempi (raccolti con Pinterest o con altri strumenti) da ricostruire. Va da sé che in questi casi c’è un margine creativo ridotto.

Può sembrare un caso limitato alle grandi aziende, invece succede anche nelle piccole realtà. Per esempio quando chi si occupa della costruzione del sito internet lo fa con il ruolo di direttore artistico del progetto, con in mente il tipo di foto da realizzare.

Rientra in questo caso anche un’attività che ha già un’impronta molto ben definita nella sua comunicazione visiva e desidera mantenerla anche negli shooting successivi.

Se, al contrario, c’è molto margine creativo nel tuo progetto oppure se hai bisogno che il fotografo studi insieme a te un linguaggio – magari perché desideri uno stacco con quanto fatto in precedenza, oppure perché stai iniziando, o ancora perché il fotografo è il professionista con cui vuoi partire per il tuo progetto – si tratta di una situazione completamente diversa.

Qualsiasi sia la tua, di situazione, è bene farlo presente al fotografo per indirizzare al meglio il lavoro e, soprattutto, capire se il suo metodo di lavoro corrisponde al tuo bisogno.

 

3 – Riconoscibilità dello stile o progettualità? Definisci cos’è più importante.

Diversi anni fa, sfogliando Vanity Fair notai un servizio fotografico di moda che spiccava per l’uso della luce, di make-up e acconciature anni ’70 e di una particolare gestione del colore. Lessi in nome della fotografa e cercai di tenerlo a mente. Qualche numero dopo, sulla stessa rivista vidi un altro servizio che mi colpì e in cui ritrovai gli stessi elementi. Pensai che l’autrice doveva essere la stessa e avevo ragione (per la cronaca, si trattava di Signe Vilstrup) .

Ogni fotografo lascia un’impronta all’interno dei suoi scatti, seppure in modi diversi. Alcuni si riconoscono per l’uso della luce. Altri per il tipo di elementi o di pose. Altri ancora per gestione del colore oppure nel tipo di contenuti o nella progetualità e potrei continuare con un sacco di esempi.

Non solo: alcuni professionisti amano avere un linguaggio molto riconoscibile e applicano una post-produzione creativa o un profilo colore (che, per farti capire, fa un po’ quello che fa un filtro di Instagram) sempre uguale, o quasi, in tutte le loro foto. Altri, invece, non avvertono questo bisogno di estrema uniformità e adattano la lavorazione e l’atmosfera degli scatti al singolo shooting o al cliente.

Prova quindi a chiederti se quello che desideri è lo stile visivo marcato e riconoscibile di quel particolare professionista oppure un certo tipo di progettualità e approccio.

 

4 – Definisci il margine di continuità o di discontinuità con i contenuti precedenti (se presenti).

Se in precedenza hai collaborato con un fotografo a cui adesso, per qualsiasi motivo, non vuoi o non puoi più rivolgerti, chiediti se hai bisogno di continuità con il lavoro già svolto e magari già pubblicato nei tuoi canali di comunicazione.

Potresti volerne molta, di continuità, se il tuo fotografo di fiducia ha l’agenda piena ma ti piacerebbe proseguire sulla linea già tracciata. Viceversa, pur apprezzando il lavoro precedente, potresti sentire il bisogno di cambiare.

Nel primo caso, ti consiglio di contattare fotografi e fotografe già in sintonia col tipo di foto da riprendere. In parole povere: se hai adottato uno stile visivo molto colorato e luminoso e vuoi mantenerlo, non rivolgerti a qualcuno che nel suo portfolio ha solo foto molto scure e coi colori desaturati. E ricorda di tenere in considerazione quanto scritto nel punto 2 per delimitare il margine creativo.

 

5 – Definisci il team di lavoro e individua i margini con cui i vari professionisti coinvolti sono disposti a collaborare.

Ogni professionista ha i suoi metodi e i suoi margini di collaborazione e non è lo stesso quando ci si trova a collaborare per scelta o per caso. Prendiamo l’esempio della costruzione di un sito, in cui le figure coinvolte possono essere molte. Web designer, programmatrice, grafico per l’identità visiva, copywriter, specialista Seo, specialista in strategie di contenuto e fotografa.

Questi professionisti potrebbero avere già collaborato come potrebbero non conoscersi, finché il cliente o la cliente non crea il gruppo di lavoro. Dunque, è importante sapere quali sono i rispettivi margini di collaborazione. Cioè le informazioni e le indicazioni che ognuno è disposto a condividere con gli altri. E in che termini ognuno è disposto ad armonizzare il proprio lavoro con quello degli altri.

Ad esempio, ci sono web designer che iniziano i lavori solo una volta ricevuto tutto il materiale: professionisti a cui piace creare il sito su misura per quel particolare insieme di contenuti. Altri, invece, hanno già una bozza pronta e quindi danno direttive al fotografo in termini di formato delle immagini (quadrate, panoramiche, verticali, ecc.). Altri ancora impostano la creazione del sito come un progetto di cui assumono la direzione creativa e quindi intervengono profondamente sul lavoro del fotografo. Allo stesso tempo, ci sono fotografi che preferiscono non inserire  informazioni esterne (testi, indicazioni di formato, art direction, ecc.) alla progettazione dello shooting.

Altro punto sono le videochiamate su Skype: alcuni professionisti sono disposti a fare call di gruppo, altri no.

Non ci sono metodi giusti o sbagliati, troppa o poca disponibilità: ognuno imposta il lavoro nel modo che per lui o lei funziona meglio. Ma quando il progetto finale è uno solo, è bene che il cliente conosca i margini di ciascuno per orientarsi e orientare il lavoro generale. Chiarire prima e a fondo questo punto, aiuta a definire le sequenze dei lavori creativi da raccogliere e a far procedere il progetto senza intoppi o ritadi.

 

6 – Definisci se ci sono necessità tecniche o comunque molto specifiche legate al tuo settore di attività o al progetto da fotografare.

Nel dubbio, se non ti viene chiesto in fase di preventivo, prendi tu l’iniziativa di spiegare le eventuali peculiarità del tuo lavoro o del tuo progetto. Il fotografo a cui ti rivolgi potrebbe non essere attrezzato per un certo tipo di esigenze oppure, semplicemente, questo tipo di richiesta potrebbe esulare dal suo settore o dal suo modus operandi. Di seguito ti faccio qualche esempio.

Sei un’artigiana che crea gioielli in metallo molto lucido e riflettente e non desideri che sulle tue creazioni si rifletta l’ambiente circostante.

Sei un’azienda che desidera stampare alcune delle foto su dei cartelloni pubblicitari di dimensioni importanti.

Sei una freelance che fa consulenze a bordo di navi commerciali e desideri delle immagini in location.

Ognuna di queste situazioni presente delle particolarità tecniche e organizzative da comunicare al fotografo al primo contatto o in fase di preventivo.

 

7 – Definisci il tuo budget e le tempistiche di pagamento.

Questo punto l’ho lasciato per ultimo perché è, probabilmente, il più scontato. Ma restano comunque alcune cose da dire: ad esempio, fai tutte le domande che ritieni necessarie per capire come funziona il servizio. Un professionista e una professionista seri saranno felici di chiarire ogni dubbio.

A seconda  della tipologia di incarico e del suo flusso di lavoro, il fotografo potrebbe elaborare un preventivo basato su un numero di scatti, su una disponibilità oraria, su un budget o su di un progetto. Se non hai abbastanza dati o conoscenze di settore per fare un confronto, ti consiglio, come sopra, di chiedere maggiori dettagli al professionista.

Ricordati di verificare quali spese sono comprese nel preventivo e quali no (per esempio: trasferte, fondali, trucco e parrucco, stylist, eccetera).

Infine, puoi chiedere se è prevista la possibilità di pagare a rate oppure di avere preventivi separati per coprire più esigenze, così da valutare meglio la convenienza o la possibilità di dividere la spesa in momenti diversi.

…più uno in omaggio.

Sai quando si dice “a pelle sento che lui/lei è la persona giusta”? Ecco, questo è il criterio meno razionale e inquadrabile di tutti ma non per questo meno valido. Se senti che una fotografa o un fotografo fra quelli che hai contattato è particolarmente in sintonia con te e ti ispira fiducia, beh, questa è una sensazione che, secondo me, merita sempre di essere approfondita.

 

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Leda Mattavelli

Leda Mattavelli

Mi chiamo Leda. Amo, ricambiata, la fotografia. È una frase che ripeto spesso perché credo che quando scegliamo di nutrire le attitudini che ci appartengono, queste ci ripagano mostrandoci la strada per quel luogo nell’anima dove ci sentiamo veramente a casa. Scopri di piu…

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