Chi sono

Scattare una foto non è per niente complicato: sono rare le occasioni in cui la tua macchina o il cellulare mancano lo scatto. La parte difficile, che a volte ti fa sbuffare per la frustrazione, è fare la foto: quella in cui ritrovi la storia che desideri raccontare.
Il mio lavoro consiste nel realizzare proprio quella foto lì. O, se preferisci, nell’aiutarti a farlo attraverso una consulenza.
Leda Mattavelli - Fotografa professionista

Mi chiamo Leda e sono una fotografa. Faccio questo lavoro per cocciutissima scelta ed ho capito di volermi dedicare alle attività, piccole e grandi, quando nel 2015 un’azienda della grande distribuzione mi ha commissionato una serie di reportage presso alcune imprese agricole sparse in giro per l’Italia.

Riflettendoci a posteriori, era inevitabile che scoccasse la scintilla perché fotografare le attività è un vero privilegio: mi permette di ascoltare storie di vita, scoprire i panorami del cuore di qualcun altro, tirare fili invisibili e cogliere il significato riposto negli oggetti e nei gesti. È in questi luoghi che trovo la luce con cui scrivere le mie foto.

Ed è sempre lì, in bella vista, che si trova il valore di cui amo prendermi cura: non quello dei numeri ma quello delle decisioni, delle consapevolezze e della determinazione. In altre parole, di quel coraggio quotidiano in grado di rendere il mondo migliore senza alzare la voce.

La mia ricetta per un racconto parte dalla vita di tutti i giorni e poi aggiunge altri ingredienti. Per prima, la fantasia che è indispensabile per descrivere quella parte di realtà che non si vede. E poi ci sono la mia adorata organizzazione, il rispetto e la collaborazione: che tu sia un’artigiana, un freelance, un’imprenditrice o l’addetto alla comunicazione di un’azienda, è soltanto lavorando insieme che arriveremo al miglior risultato.

Il mio album dei ricordi

Sono nata nel giorno di Santa Lucia e mi piace pensare che non si tratti di una coincidenza, visto che la luce è la mia materia prima.

La fotografia come professione è arrivata al termine di un percorso tutt’altro che lineare, iniziato con la brusca interruzione della mia carriera di cantante: quando ero piccola, mia madre ha pensato che la telefonata dello Zecchino d’Oro fosse lo scherzo di una collega, impedendomi di diventare una giovane promessa della canzone italiana. E se mio marito ti fa segno che è stato meglio così, non dargli retta: sono intonatissima!

A tredici anni è naufragata anche l’ambizione di lavorare per Topolino come disegnatrice di fumetti. Il motivo? Lo credevo impossibile. Ma invece di imparare la lezione, ho iniziato a praticare autosabotaggio a livello agonistico.

Ho infatti deciso di studiare turismo e ignorare i segnali che mi arrivavano durante l’università: i miei esami preferiti erano quelli di cinema, musica, teatro, giornalismo, pubblicità e psicologia. E nel tempo libero scattavo foto da autodidatta.

Una prima svolta è arrivata grazie ad un meraviglioso stage alle isole Svalbard, dove, senza saperlo, ho fissato l’estremità di un filo rosso le cui mille connessioni si stanno svelando ancora oggi, a distanza di anni.

Dopo la laurea, ho provato ad aggiustare il tiro frequentando un corso di giornalismo ambientale ma ho subito capito che nemmeno quella era la strada giusta. Allora ho deciso che era il momento di guardare le cose da lontano e sono partita per la Spagna: prima per le Canarie e poi per Madrid.

Proprio a Madrid, durante una delle mie infinite passeggiate, ho deciso di voler dare una chance alle mie aspirazioni. Gli orari di lavoro da receptionist di hotel erano incompatibili con quelli del corso di fotografia che volevo frequentare, così ho lasciato quel posto per uno in un call center. Un’esperienza che ha definitivamente chiarito che la mia serenità non può prescindere dal fare un lavoro che amo.

Ho proseguito la mia formazione in una scuola di Milano – dove poi ho lavorato per qualche tempo – e la continuo tutt’ora perché non posso farne a meno. Mi piace stare in equilibrio tra la fame di conoscenze tecniche e la creatività, concedendomi di sconfinare nel vasto mondo del colore: un tema che mi affascina moltissimo.

Ho passato molti, troppi anni a gestire il mio lavoro seguendo filosofie altrui e promuovendolo secondo la tecnica del hideyourself marketing, che non esiste ma che rende l’idea del mio rapporto con la visibilità.

Alla fine del 2019 mi sono iscritta ad un mentoring di Rita Bellati che ha rivoluzionato il mio sguardo e portato nuove consapevolezze, aiutandomi a mettere, finalmente, più Leda nel mio metodo fotografico e nella mia comunicazione. Il sito dove ti trovi ora è uno dei tanti, preziosi frutti di quel percorso.

Al momento, vivo ai confini della Brianza, in una casa di corte che divido con mio marito, due gatte e Ansia, un’amica di vecchia data che a volte tira fuori il meglio di me, a volte il lato insicurpauroso. Dico “al momento”, perché in cima ai nostri desideri c’è quello di iniziare la giornata guardando il mare dal nostro balcone.

Luci dal mio portfolio

Entriamo in contatto

    Accetto le condizioni sul trattamento dei dati personali