Migliorare le tue gallery

Trovare l’equilibrio in una gallery, che sia sul tuo sito, su Instagram o altri social, a volte sembra una missione impossibile. C’è allora chi sceglie di utilizzare solo ed esclusivamente una palette di colori, chi fa uso massiccio dei filtri nel tentativo di uniformare l’insieme, chi per lo stesso motivo usa il bianco e nero e, ancora, chi si concentra solo su un singolo contenuto.

Personalmente, ritengo che queste opzioni siano valide solo in due casi: quando sono scelte formali che davvero ci appartengono (come nel caso di una mia cara amica che, potendo, colorerebbe il mondo di rosa shocking) e quando la scelta è dettata dalla precisa volontà della persona o del brand di assecondare algoritmi precisi.

La coerenza del contenuto con la tua strategia

Se hai lavorato in modo approfondito sul tuo personal branding e sull’individuazione del tuo target, avrai anche deciso di cosa parlare nella tua comunicazione, come farlo e con quali mezzi.
Questa scelta di contenuto e di stile riguarda ovviamente anche la parte visiva ed è fondamentale per dare una marcia in più alle tue gallery perché l’armonia della tua comunicazione parte, a mio parere, proprio da qui: ho deciso di dirti questa cosa, te la dico in questo modo e in questo luogo.
All’interno dei contenuti, poi, occorre trovare il giusto equilibrio tra la parte di puro racconto e quella di descrizione dei tuoi prodotti o servizi. Questi due, potremmo dire, sotto-contenuti sono entrambi necessari per far conoscere quello che fai, il mondo attorno alla tua attività e il tuo personale modo di fare le cose.
Come dosarli in ciascuna foto e nelle gallery dei diversi media che utilizzi, è anch’esso parte della tua strategia di comunicazione. Tieni però presente che se hai un’attività artigiana e quindi dei prodotti fisici da vendere, la parte descrittiva deve essere presente in modo esaustivo su almeno uno dei tuoi canali.

Lo stile

Lo stile viene spesso confuso con il concetto di riconoscibilità. Scrivevo nel mio pdf per artigiani che frasi del tipo “Vorrei trovare il mio stile perché le persone davanti a una mia foto capiscano subito che l’ho scattata io” le ho sentite dire spesso, e non solo dalle persone con cui collaboro: è una frase che in un dato momento ronza nella testa di quasi tutti i fotografi, me compresa.

Nel corso degli anni, però, ho capito che fare della riconoscibilità il fine ultimo della comunicazione non solo allontana dalla vera priorità, che è il messaggio, ma rischia di trasformare una palette in una gabbia e di dare l’illusione che la scoperta del fantomatico “ filtro giusto” sia la svolta.
La riconoscibilità dovrebbe essere, semmai, una conseguenza dello stile che, così come il contenuto, è il frutto di un insieme di decisioni, dettate dall’identità, che vanno a delineare il processo creativo.
Prova ad immaginare una fotografia come un percorso da fare a ritroso nella progettazione e poi di nuovo avanti nella realizzazione: l’arrivo è “ho questa cosa da dire in questo canale” e per giungere lì mi servono una serie di immagini con queste caratteristiche in termini di contenuto, luce, atmosfera, intervento sui colori, editing, ecc. Ed è poi sulla base di queste scelte che puoi organizzare, realizzare e selezionare i tuoi scatti.

Il photo editing

A proposito di selezione, un altro accorgimento fondamentale per migliorare la resa di un insieme di fotografie è la cura del photo editing, che non va confuso, come sempre più spesso accade, con la lavorazione dell’immagine, la post-produzione o l’applicazione di filtri ed effetti. La figura del photo editor si occupa di un’altra attività, ugualmente importante ma differente: scegliere, ordinare e disporre le fotografie di uno o più servizi seguendo un preciso filo conduttore, trovando equilibrio visivo e avendo bene in mente la destinazione finale del materiale.

L’editing non è un’esclusiva di settori specializzati, come l’editoria o le mostre: se lo si trascura ne risentono anche le gallery di un sito, le foto di uno shop, di un social o, più in generale, tutti i luoghi fisici o virtuali dove ci sono più foto da vedere in gruppo o in sequenza.

Instagram, in particolare, è una piattaforma in cui l’editing è indispensabile perché nei profili le foto sono disposte a creare, a dodici alla volta, una visione di insieme. Per dare armonia a questa, “foto fatta di foto” è importante curare la selezione e l’ordine delle immagini, simulando quello che sarà il risultato finale e facendo vari tentativi finché non troviamo la disposizione che ci soddisfa.

Questo non significa che è severamente proibita la pubblicazione spontanea di una foto che hai fatto in un momento particolarmente bello e che vuoi condividere sui social, ci mancherebbe. Se, però, hai imparato a pensare da photo editor, questo ti aiuterà a scegliere l’immagine più adatta tra gli scatti che hai fatto o, addirittura, a scattare la foto in modo che sia adatta al posto che andrà ad occupare nella tua gallery.

Cenni di photo editing

Per cominciare a farti l’occhio col photo editing, prova questo metodo. Per prima cosa, stampa le tue foto; va bene anche con la stampante di casa e in una dimensione media, purché il contenuto sia ben leggibile ed i colori e i chiaroscuri abbastanza fedeli (altrimenti, almeno per le prime volte, rivolgiti ad un servizio di stampa). Quindi, ritaglia l’eventuale bordo, sparpagliale su un tavolo o sul pavimento e osservale. Nota le forme, le linee, i colori, le trame, le ombre, le luci, gli spazi vuoti e pieni – prima singolarmente e poi in dialogo con le foto vicine – e comincia a spostarle, provando vari accostamenti e combinazioni. Quando il risultato ti soddisfa, fotografalo, così da avere un appunto visivo della disposizione.

Ricordati di avere sempre bene in mente la destinazione finale delle foto: se, ad esempio, devi creare una gallery sul tuo sito che desideri restituisca leggerezza e movimento, tieni come riferimento la griglia del layout di quella pagina e poi disponi le in un ordine tale che la vista d’insieme risulti dinamica e la visione fluisca senza punti di arresto.

Per aiutarti a fare editing per il tuo profilo Instagram, ci sono delle app che simulano l’anteprima del feed: tra le altre, Planoly, Later, Preview. Il consiglio quando si è all’inizio, però, è sempre di partire con delle stampe da poter muovere fisicamente.

La Stazione Boreale

Una lettera, molta immaginazione, una volta al mese

L’immaginazione è uno strumento prezioso che qui alla Stazione Boreale indago e uso per raccontare vite, leggende e parole della società degli orsi. Vere come ogni invenzione, queste storie sono un invito a trovare le possibilità che ancora non vediamo.